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Fecondazione assistita e calendario lavorativo

Pubblicato martedì, 12 marzo 2019 di Laura Marchesani

Quando si deve andare all’estero per un trattamento di procreazione assistita, inevitabilmente si devono fare i conti con una serie di fattori pratici come gli spostamenti, l’alloggio, le prenotazione relative e tutta l’organizzazione logistica che un viaggio importante richiede.

Generalmente le cliniche di procreazione assistita hanno un calendario lavorativo abbastanza amplio, nel senso che chiudono pochi o pochissimo giorni per poter essere disponibili per chiunque debba affrontare un pick-up ovarico o un’inseminazione o un trasferimento di embrioni in un determinato giorno. Esistono però dei turni di lavoro che i dipendenti devono rispettare per permettere a tutti di riposare e di poter godere di meritate ferie. In questi periodo festivi, o nei fine settimana, il personale della clinica di procreazione assistita potrebbe essere ridotto al minimo, proprio perché deve essere in grado di offrire un servizio di emergenza e non il normale servizio standard.

Prenotare una visita o il congelamento del seme

Per queste ragioni logistiche, prima di recarsi in una clinica di procreazione assistita all’estero è sempre consigliabile comunicare al personale del centro medico quando si pensa di andare, anche se loro stessi affermano di essere sempre disponibili.

Infatti, esiste la possibilità che diano per scontato che i futuri genitori siano a conoscenza del calendario lavorativo del paese verso cui viaggiano, cosa che potrebbe non essere. Infatti, ogni paese ha dei festivi propri e il fatto che non coincidano fra loro, rende le cose un po’ più complicate.

Se la clinica comunica che sono disponibili ogni giorno lavorativo per ricevere e congelare campioni di seme, non significa che sia una buona idea prenotare volo e hotel per andare là, per poi scoprire all’ultimo momento che la clinica è chiusa o il laboratorio non è disponibile o qualsiasi altra cosa che mette sottosopra il viaggio!

Cliniche di procreazione assistita in Canada e negli Stati Uniti

Per evitare malintesi che possono essere difficili da risolvere a livello pratico, sarebbe meglio contattare la propria persona di riferimento dentro la Clinica di procreazione assistita ed informarla che si sta pianificando il viaggio per raggiungere la struttura e cosa si intende fare là, come per esempio eventuali analisi, che a volte sono obbligatorie, raccolta di un campione di seme o colloquio con lo psicologo, incontro con l’amministrazione ecc. In questo modo ci si assicura di non fare un viaggio a vuoto e di poter affrontare ogni passo con la calma necessaria ed anche di poter ricevere le informazioni e la disponibilità da parte del personale del centro di procreazione assistita.

Anche la buona disponibilità di infermiere e impiegati della clinica sono di aiuto per risolvere dubbi, per ricevere maggiori dettagli e magari per fare due parole su di sé, le proprie aspettative e le preoccupazioni relative al ciclo di fertilità.

Il fatto di avere un contatto umano con il centro di fecondazione in vitro rende anche meno duro il percorso, si riesce a sapere chi sono le persone che si stanno prendendo cura dei proprio gameti, della propria donatrice e/o gestante. Immaginare le persone in un determinato luogo, sapere come è questo posto, cioè riuscire ad avere un’immagine mentale reale dell’ambiente rende il tutto meno duro per chi vive lontano.

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