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Nascita di nipote grazie ad una gestazione per altri

Pubblicato martedì, 24 aprile 2018 di Laura Marchesani

Evidentemente, le notizie che vengono pubblicate dai mezzi di comunicazione, spesso si caratterizzano per la loro originalità, o almeno fattore di stupore per il lettore. In altre parole, si tende a scrivere su ciò che non appartiene alla normalità, per cui fa scalpore e provoca un dibattito. È stato così anche per il bambino nato grazie ad una gestazione per altri, con embrioni dei genitori deceduti.

La notizia è stata pubblicata da giornali e portali in diversi paesi e ha scaturito sorpresa e riflessioni, più o meno approfondite e adeguate.

Giusto o sbagliato usare materiale genetico di chi è deceduto

Al di là dei legittimi dubbi sul fatto che sia accettabile o meno cercare di fare nascere un bambino con una fecondazione in vitro da embrioni o gameti congelati e conservati a fini riproduttivi, che però, in un determinato momento, per una serie di circostanze, possono ritrovarsi senza genitore genetico, crediamo sia giusto sottolineare che il caso cinese, è un caso isolato. Non solamente perché la sfortuna ha determinato che questi aspiranti genitori siano deceduti poco prima di ricevere gli embrioni per completare il loro trattamento in vitro, ma anche perché, generalmente, esistono delle regole, all’interno di ogni paese, che stabiliscono quale uso si possa fare del materiale genetico congelato, in caso di morte del genitore. Queste norme non riguardano solo il genitore biologico, ma anche il genitore sociale. In altre parole, quando si deposita in una clinica di procreazione assistita dei gameti di cui si è i proprietari, il centro in questione dovrebbe fornire ai futuri genitori in questione una serie di informazioni e documenti con i quali si stabilisce a priori che destino avranno gli embrioni creai i laboratorio con una fecondazione in vitro in tutte le situazioni possibili che si presenteranno.

Embrioni e consensi informati delle cliniche di procreazione assistita

I cosiddetti consensi informati, il materiale appunto che viene presentato ai futuri genitori, affinché si determini in anticipo che futuro avranno i loro embrioni, sono strumenti non solo utili, ma anche necessari per non incorrere in situazioni ambigue.

Poter decidere in vita, e in piene facoltà che uso dovrà dare la clinica di procreazione assistita ai propri gameti, dà serenità ai pazienti che iniziano un percorso di fecondazione in vitro, anche in caso di donazione di ovuli o seme e di gestazione per altri.

Cosa succederà ai miei embrioni congelati

Naturalmente, ogni Stato ha delle leggi relative alla procreazione assistita e alle possibili destinazioni degli embrioni, per cui, le opzioni disponibili non sono uguali in tutto il mondo.

A prescindere da ciò, sarebbe importante poter avere accesso a tutta l’informazione necessaria, da parte del centro di procreazione, per poter dichiarare cosa si desidera per il futuro dei propri gameti anche in caso di decesso, oltre che nelle situazioni, meno drastiche, di separazione dei coniugi, per esempio.

Il caso del bimbo nato grazie alla determinazione dei nonni cinesi, è un’opportunità di riflessione per tutti coloro che in un momento del passato hanno depositato del materiale genetico proprio in una clinica e non è stata data loro la possibilità di determinarne il futuro.

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