La recente sentenza di un giudice di Bologna sottolinea per l’ennesima volta l’importanza di affrontare dei percorsi di riproduzione assistita in piena trasparenza
Innanzitutto bisogna chiarire che non stiamo parlando di contratti d’affitto, anche se una parte della società è convinta che le donne che si offrono come gestanti siano persone povere, senza risorse, che non hanno alternative per uscire dalla povertà in cui si trovano.
L’utero in affitto è una tecnica di riproduzione assistita che in alcune parti degli Stati Uniti si effettua da decenni. In Europa se ne parla da poco, visto che questo procedimento veniva considerato al di fuori della quotidianità di coloro che non sono dei vip.
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